Questo è un album di musica popolare. Cioè gente che fa musica per la gente. Chiunque può ascoltare questi brani gratuitamente. Alla musica non importa se siamo "dentro" o "fuori". Ci mette tutti sullo stesso piano, attaccati alla nostra parte migliore.
Quando si fa musica insieme, inevitabilmente si creano nuovi canali di
comunicazione: il rapporto con l’altro cambia.
Facendo musica a San Vittore, le relazioni fra le persone detenute cominciano a
basarsi sull’ascolto, sul rispetto e sulla collaborazione.
La parte intatta del proprio
sé, che si esprime tramite il suono, è la prova inconfutabile che l’umano è ancora
lì, nascosto da qualche parte;
e quando si manifesta, diventa una solida base per
iniziare un percorso di recupero.
La detenzione non è concepita soltanto come pena,
ma anche come processo di
rieducazione e riabilitazione psico-fisica della persona.
Il CD Angeli di Sabbia musica da San Vittore conferma l'idea che in questi anni è diventata il centro della mia attività artistica: la musica è l'arte dell'assoluto. E per assoluto intendo quello cosmico e matematico, le cui leggi tengono insieme sia le galassie che il ritmo di un tango.
Leggi talmente fondamentali da essere inderogabili. L'intonazione non è un'opinione, è come due più due fa quattro.
O un ritmo in tre quarti.
Obbedendo a queste leggi, si accede alle parole della musica: accordo, concerto, armonia.
Per fare musica gli esseri umani devono respirare lo stesso attimo, pulsare all'unisono.
Quando ciò accade si libera la creatività e la creatività libera
l'anima. Anzi, più lo spirito dell'uomo è costretto, limitato,
imprigionato tra pareti (reali o immaginarie), più sembra si
debba s-prigionare, incontenibile, la creatività!
Come l'acqua in un tubo di gomma che più lo si stringe più il
getto arriva lontano, così più una musica è regolata (limitata da
regole rigide) e più il corpo è prigioniero, più l'anima dell'artista è libera. D'altronde, il blues insegna.
Così l'ossessiva dolcezza della ritmica di "LA MIA STORIA" permette il fluire libero del rap.
La filologica esattezza caraibica di "TIEMPO" o "MY DESTINY" fa
evadere fino al sapore vero della propria terra.
E' un disco ben fatto, questo, che ci fa intravedere il presente
vero dell'Italia (il carcere spesso ne è un amplificatore): belle,
italianissime canzoni d'autore quali "COME UNA PIUMA" o "CHICCO DI RISO" convivono con l'Africa di "ZOMBIE".
Mi piacerebbe che nel prossimo si contaminassero tutti un po' di
più: sarebbe un bel segnale.